Tour archeologico

Gli Etruschi, i nostri grandi antenati hanno abitato questo territorio dal VII secolo a.C. fino al dominio romano e alla loro lenta estinzione intorno al I sec. lasciando memorie del passato soprattutto nelle grandi necropoli di Chianciano Chiusi e Sarteano. Possiamo ripercorrere la storia di questo popolo attraverso i corredi rinvenuti nelle camere tombali o visitare direttamente una “tomba” a Chiusi come la Tomba della Scimmia: risale al 480 a.C. e è appartenuta a una famiglia aristocratica, la scena dipinta riproduce una figura femminile seduta su un trono circondata dai parenti mentre stanno per i iniziare i giochi e le gare funebri, scene di lotta, cavalieri che procedono sui loro cavalli, gran cura per i dettagli sui corpi le vesti, i calzari, un lanciatore di giavellotto riceve un unguento da uno schiavo e una frasca forse simbolo della vittoria. In un angolo su un cespuglio una “scimmietta” osserva la scena, forse una bizzarria esotica della famiglia. Uscendo è possibile fare una breve sosta sulle rive del vicinissimo lago e proseguire verso il museo locale o visitare il Museo Archeologico di Chianciano. Questo interessante nuovo museo ospita mteriale autoctono e in particolare il maggior numero di “canopi” al mondo, questo tipo di sepoltura era molto diffuso nell’area chiusina fin dal IV sec. consisteva nel deporre le ceneri dentro un contenitore con coperchio a forma umana, talvolta impreziosito da dettagli sui capelli, gioielli, particolari anatomici del defunto. Queste splendide urne cinerarie in terra o in bronzo sono ben esposte nelle teche del museo con accanto gli oggetti del corredo. Il museo su tre piani accoglie anche un’area “religiosa” dedicata alle “acque salutari” e alle loro divinità. Su richiesta è visitabile la tomba della “Quadriga Infernale” nella necropoli di Sarteano o la sua  riproduzione nel ricco Museo Etrusco del paese. Trattasi di una tomba che risale al 330 a.C. sulla parete è dipinto un carro guidato da due coppie di grifoni e leoni sul quale Carun divinità dell’oltretomba, trasporta le anime nel regno dell’Ade. Qui i defunti sono accolti dai parenti, un padre abbraccia il figlio seduto al banchetto. Altre scene ricordano il passaggio all’altro mondo: delfini nuotanti e un ippocampo, le immagini sono chiare i colori ben conservati.